NAMEX NEWSLETTER | febbraio 2026
CONSORZIO
Internet cambia. Gli IXP restano centrali
— Di Maurizio Goretti, Direttore Generale di Namex
Per anni gli Internet Exchange Point sono stati una delle storie di successo più evidenti dell’Internet “dal basso”: infrastrutture neutre, community-based, capaci di ridurre i costi di interconnessione, migliorare le performance delle reti locali e favorire la crescita degli ecosistemi digitali nazionali e regionali. Oggi il contesto sta cambiando rapidamente e la provocazione resta sullo sfondo: gli IXP hanno già vissuto il loro grande futuro o ne hanno ancora uno davanti?
Negli ultimi mesi, alcune analisi della community internazionale – tra cui il recente contributo di Flavio Luciani insieme a John Souter – offrono una lettura particolarmente stimolante dell’evoluzione in corso nell’ecosistema dell’interconnessione. Lontano da narrazioni semplicistiche sul “declino” degli IXP, queste riflessioni rilanciano il ruolo degli Internet Exchange Point alla luce delle nuove trasformazioni dell’Internet: maggiore concentrazione del traffico, nuovi modelli di interconnessione guidati dalle grandi piattaforme globali, crescente complessità delle catene del valore della connettività.
Nell’articolo si evidenzia anche come i grandi hyperscaler stiano assumendo, per peso e potere contrattuale, un ruolo non troppo diverso da quello che in passato era esercitato dai Tier-1 tradizionali: attori centrali dell’ecosistema, ma sempre meno interessati alle dinamiche di peering pubblico aperto. In questo scenario, gli IXP non perdono centralità, ma sono chiamati a evolvere il proprio ruolo, rafforzando la dimensione di piattaforme neutrali al servizio delle comunità locali, della resilienza delle reti e della diversificazione degli ecosistemi di interconnessione.
Questo ruolo diventa ancora più rilevante se letto in chiave di sovranità digitale: favorire che il traffico locale rimanga locale significa ridurre dipendenze esterne, migliorare performance e affidabilità dei servizi e contribuire a una maggiore autonomia degli ecosistemi digitali territoriali.
Articolo del mese
Perché gli IXP contano ancora, ma in modo diverso
— Di Flavio Luciani, CTO di Namex
Negli ultimi anni si è spesso detto che gli Internet Exchange Point stiano perdendo rilevanza: crescita più lenta, meno nuovi membri, traffico che si sposta verso interconnessioni private, caching in-network e alternative al peering pubblico. Questa percezione, tuttavia, si basa spesso su metriche semplificate e non coglie appieno come stia realmente evolvendo l’ecosistema dell’interconnessione.
Per capire meglio cosa stia accadendo, insieme a John Souter e con il supporto e i contributi di diversi esperti della comunità del peering e dell’interconnessione, abbiamo lavorato all’analisi intitolata Peering market at a glance.
POLITICHE REGOLATORIE
Consolidamento delle Telco in UE: cosa c'è di nuovo dopo le dichiarazioni della von der Leyen
— Di Innocenzo Genna, Giurista specializzato in politiche e regolamentazioni europee per il digitale, la concorrenza e le liberalizzazioni
Le recenti dichiarazioni della presidente von der Leyen su un possibile “alleggerimento” delle regole antitrust sulle fusioni hanno suscitato non poche suggestioni in ambiti finanziari, che da tempo evocano un maggiore concentrazione del mercato per ridurre la concorrenza e recuperare un po’ di margini. Il tema della sostenibilità finanziaria ed industriale nel mercato telecom è da sempre molto dibattuto, ma a volte trainato da narrative generiche ed analisi non circostanziate.
Geopolitica di Internet
Una multa che potrebbe spezzare Internet in Italia
— Di Christian Cinetto, Responsabile Comunicazione e contenuti di Namex
Il braccio di ferro tra AGCOM e Cloudflare è molto più di una multa: è il primo stress test su chi controlla la rete nell’era post-DSA
Matthew Prince, CEO di Cloudflare, ha scelto per accompagnare su X la sua dichiarazione di guerra al regolatore italiano un’immagine diventata virale, generata con l’AI.
Un cavaliere medievale che brandisce una bandiera Open Internet, circondato da figure in giacca e cravatta con tratti stereotipicamente mediterranei e gladiatori romani con il nostro Colosseo sullo sfondo. Non sobrio, nemmeno elegante, ma efficace per una certa audience.
BALCANI
ANIX Meeting 2026: Tirana hub dei Balcani
— Di Daniele Arena, Peering developer di Namex
L’ANIX Meeting 2026, organizzato da Namex e RASH a Tirana il 5 febbraio, ha confermato un punto che per noi è centrale: nei Balcani – e non solo – la cooperazione digitale non si costruisce con una singola infrastruttura o con un singolo progetto, ma con un lavoro di armonizzazione tra regole, infrastruttura, cooperazione regionale e competenze, stimolato dalla comunità Internet. Con 74 partecipanti in presenza e 66 in streaming, l’evento ha riunito ISP, istituzioni, comunità tecniche e attori internazionali attorno a una domanda comune: come rendere l’interconnessione locale e regionale più efficiente e sostenibile.
OSSERVATORIO NAMEX
Osservatorio: nuovo record di traffico a Namex Bari
— Di Flavio Luciani, CTO di Namex
Durante un recente match di Champions League tra Bodø/Glimt e Inter, abbiamo registrato un nuovo picco di traffico a Namex Bari, superando i 20 Gbps. Questo traguardo conferma il solido e costante trend di crescita già in atto presso il nodo, sia in termini di Autonomous System connessi che di volumi di traffico complessivi.
I grandi eventi sportivi in diretta si sono confermati ancora una volta potenti driver del traffico Internet, sottolineando l’importanza strategica delle infrast
STORIA DEL MESE
Convergenze
Il futuro digitale, economico di un territorio può ben cominciare a un passo dalle vestigia di un grande passato. “25 novembre 2005: nasce Convergenze, a un km dalle rovine di Paestum. Obiettivo: ridurre il digital divide nel Cilento”, spiega Rosario Pingaro, fondatore e amministratore delegato del provider. Partito con il servizio wireless banda larga e poi passato a offrire una rosa di prodotti “convergenti”, tra tlc (con anche una rete fibra ottica proprietaria), energia, tv, comunicazione, virtualizzazione. Mvno.
INTERVISTA
L’AI secondo Antonio Baldassarra
Intervista ad Antonio Baldassarra, Ceo Seeweb e DHH
— A cura di Alessadro Longo, Giornalista
Antonio Baldassarra guarda ora l’AI come uno che ha già vissuto una rivoluzione tech in passato. Quella del cloud. È uno sguardo prospettico utile. Serve a immaginare quale forma l’intelligenza artificiale dovrà assumere per chi, come noi italiani, questa tecnologia non la crea a livello fondativo.
Il fondatore di Seeweb, provider italiano di cloud, ricorda il clima che c’era nel 2010. Gli anni in cui il cloud sembrava ancora una scommessa e non l’infrastruttura invisibile su cui ora gira quasi tutto il digitale, intelligenza artificiale inclusa. «Siamo davanti a un salto tecnologico che segnerà i prossimi dieci, vent’anni, esattamente come è successo allora», dice. La differenza è che oggi, sull’intelligenza artificiale, secondo lui si sta correndo nella direzione sbagliata.
La storia anche qui è maestra. Seeweb, la sua creatura, nasce nel 1995 come provider internet quando la connessione era ancora il fischio del modem e il web un territorio per pionieri. Prima isp, poi hosting nel 1998, quindi il cloud nel 2009: «Siamo stati tra i primi italiani a farlo, copiando Aws e GoGrid, che all’epoca erano i pionieri americani». È una storia di infrastruttura, di server e datacenter costruiti pezzo dopo pezzo mentre la rete cresceva intorno.
La foto del mese
Primo evento di Namex Unplugged
Uno spazio di conversazione tra la community Namex e chi prova a capire dove sta andando Internet, tra libri, podcast e ricerca. Il 17 febbraio il protagonista è stato Riccardo Luna, che ha presentato il suo libro Qualcosa è andato storto.
MARZO
17 Marzo RMNOG, Roma
22-23 Marzo Peering Days, Bologna
27 Marzo MEDITERRANEAN DATA CENTER FORUM, Bari
APRILE
14 Aprile RMNOG, Roma
20-21 Aprile ITNOG 10, Bologna
21-22 Aprile SEE14, Belgrado
News
NOTIZIE DA NAMEX E DINTORNI
Namex highlights
» Anix Meeting 2026, Tirana nuovo hub digitale
Il 5 febbraio, Tirana ha ospitato l’edizione annuale dell’Anix Meeting, l’appuntamento attorno all’unico punto di interscambio neutrale dell’Albania. Più di 100 partecipanti da 57 organizzazioni hanno discusso di cooperazione digitale transfrontaliera e sviluppo infrastrutturale nei Balcani. Il ruolo di Namex nella gestione di Anix è stato citato anche su Wired nell’ambito di un articolo più ampio sulla rete di cavi sottomarini che ridisegna la geografia digitale del Mediterraneo.
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» Namex Unlugged, un nuovo format per la community
l 17 febbraio si è tenuto a Roma, prima del consueto appuntamento informale del Rome Network Operators Group, il primo incontro di Namex Unplugged. un fomat per parlare di interconnessione di dati e persone, per raccontare Internet dall’infrastruttura fisica alle sue implicazioni sociali. Riccardo Luna, giornalista e divulgatore, ha presentato il suo libro e ne abbiamo discusso con il giornalista Alessandro Longo e il sen. Antonio Nicita di fronte a una platea di grande spessore.
» Assemblea dei consorziati: approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2025
Il 26 febbraio si è tenuta a Roma l’assemblea ordinaria dei consorziati Namex. È uno degli appuntamenti annuali che strutturano la vita del consorzio: l’occasione per condividere i risultati, validare le direzioni e rafforzare il senso di appartenenza a un progetto collettivo. Un anno fa, nella stessa sede, si era insediato il nuovo Consiglio Direttivo. I soci e i loro delegati hanno approvato all’unanimità il brillante risultato di bilancio consuntivo del 2025 e quello preventivo del 2026.
» Record di traffico al Namex: 1,474 Tbps
Il nostro osservatorio ha registrato un nuovo picco di traffico durante la partita Juventus – Benfica del 21 Gennaio. A un anno dal superamento del primo Terabit per secondo, il traffico continua a crescere con numeri che pongono Namex tra i più importanti IXP europei.
» Verso NAM 2026: 27-28 Maggio, Roma, Gazometro
Nei primi mesi dell’anno è entrata nel vivo la preparazione di NAM 2026. Il focus sul futuro di Internet, tra geopolitica, infrastrutture critiche e nuove frontiere tecnologiche, nasce come risposta a un contesto che chiede sempre più coordinamento tra operatori, territori e istituzioni. Ci aspetta un nuovo format e non vediamo l’ora di vederci al Gazometro tutti insieme.
Segui gli aggiornamenti sui nostri canali e per info scrivici a meeting@namex.it
» YouTube Namex: il canale si popola
Il canale YouTube di Namex continua a essere aggiornato con talk, interviste e approfondimenti.
Un archivio vivo, pensato per chi vuole conoscere con più calma gli argomenti che sintetizziamo sul altri social. Trovate in particolare le integrali degli eventi Spazio, Anix e di Namex Unplugged.
News dal mondo Internet
» Cavi sottomarini, Sparkle lancia GreenMed nel Mediterraneo
La corsa alla resilienza delle dorsali sottomarine nel Mediterraneo fa un salto di qualità con GreenMed, il nuovo sistema annunciato da Sparkle insieme ad Alcatel Submarine Networks ed Elettra Tlc. Il cavo creerà un nuovo corridoio ad alte prestazioni tra Levante e Milano, passando per Sicilia e Creta, per ridurre la dipendenza dalle rotte più esposte, come Mar Rosso e Suez.
GreenMed adotterà un modello “open cable” che permetterà a ogni cliente di personalizzare l’architettura ottica e la capacità. L’obiettivo è aumentare ridondanza e diversificazione dei percorsi in un’area dove i guasti ai cavi restano numerosi. Gli esperti di Itu e Icpc ricordano che i guasti annuali restano circa 200 e oltre l’80% è causato da attività umane come pesca e ancoraggi.
Il tema ha ormai portata istituzionale. Ecco perché l’Europa sta preparando una “Cable Security Toolbox” e fondi per 347 milioni di euro dedicati alla protezione delle infrastrutture (60 milioni in bandi 2026 per moduli di riparazione dei cavi, 20 milioni per sistemi “smart”, sensori e monitoraggio sui cavi, 267 milioni per bandi CPEI tra 2026 e 2027).
Notizie che vanno inserite in un contesto in cui l’Italia punta a consolidare il ruolo di hub per il traffico tra Europa, Africa e Medio Oriente, con Roma come uno dei principali nodi di interconnessione mediterranei verso i grandi cloud provider globali e altri Paesi.
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» Mediterra compra Open Hub Med, la Sicilia hub dei dati
Con l’acquisizione di Open Hub Med a Carini (Palermo), Mediterra DataCenters rafforza il proprio disegno di piattaforma di data center regionali nel Sud Europa. Il sito, unico data center carrier neutral in Sicilia, è alimentato a 2 MW ed è a meno di un chilometro dalla costa, vicino ai principali approdi dei cavi sottomarini: una posizione che lo rende punto naturale di scambio tra dorsali da Africa, Medio Oriente e Asia e le reti europee.
L’operazione punta a trasformare Carini in un nodo strategico per traffico dati e servizi di colocation, con espansioni di spazio e potenza già previste. Secondo l’amministratore delegato Emmanuel Becker, investire in infrastrutture “premium” in Sicilia significa abilitare la trasformazione digitale della pubblica amministrazione e delle imprese locali, offrendo allo stesso tempo ai grandi player globali bassa latenza e alta resilienza. L’acquisizione segue quella di Cloud Europe al Tecnopolo Tiburtino di Roma e anticipa nuove mosse nell’area mediterranea.
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» AI readiness, l’ITU costruisce la metrica per le telco
Capire se un sistema Paese è davvero pronto per l’intelligenza artificiale diventa possibile su basi più oggettive, standard. L’Unione internazionale delle telecomunicazioni, International Telecommunication Union, ha aggiornato il rapporto “AI Ready – Report 2.0”, definendo un quadro di metriche comparabili per misurare infrastrutture, dati, competenze, governance e standard. L’obiettivo è aiutare governi e imprese a individuare le lacune, a partire dal divario 5g che frena molti casi d’uso avanzati.
Per le telco significa che non basta investire in reti e data center. Servono politiche sulla qualità dei dati, formazione interna, regole chiare su sicurezza e responsabilità. Il framework Itu fornisce una sorta di “check-up” strutturato che consente di confrontare i progressi dei diversi paesi e orientare incentivi e regolazione. Chi resterà indietro sulla readiness rischia di perdere competitività proprio mentre l’AI entra nei processi di rete, nella gestione del traffico e nei servizi ai clienti.
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» Il “cimitero dei cavi”: la guerra nascosta nei fondali
Il Mediterraneo sempre più crocevia del traffico globale, ma gli occhi della politica restano puntati sul cielo. Un paradosso, se si considera che il 99% del traffico internet è sottomarino e il Mediterraneo assurge a importanza crescente. La space economy è certo strategica, ma è corretto ricondurre lo scenario alle giuste proporzioni, come riflette approfondimento del Giornale dei Marinai, che descrive il nostro mare come un “cimitero dei cavi” (“La guerra invisibile che corre sui nostri fondali”). Sott’acqua si intrecciano infrastrutture da centinaia di milioni di dollari e nuovi rischi: sabotaggi, spionaggio, incidenti sospetti che possono isolare intere regioni. Ignorare l’importanza dei cavi che passano nel mediterraneo equivale a sottovalutare questi rischi.
L’Italia è ponte fra tre continenti: approdi come Mazara del Vallo, Palermo, Bari e Savona ospitano sistemi strategici come Blue-Raman e SeaMeWe-6, con stazioni di terra che sono a tutti gli effetti asset critici nazionali. Ci sono molte fragilità operative: correnti che scoprono i cavi, reti a strascico che li danneggiano, densità di traffico navale vicino agli approdi. Una sfida per il futuro sarà conciliare sicurezza delle dorsali, attività marittime e tutela ambientale in un mare tra i più trafficati del pianeta.
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» Internet via satellite, la vera sfida è la supply chain dei lanci
L’accesso a internet via satellite sta uscendo dalla nicchia di essere servizio di ultimo miglio per aree remote. Un recente report di Ookla indica che le costellazioni in orbita bassa hanno cambiato la percezione del servizio, con prestazioni ormai adeguate a videoconferenze e gaming grazie a latenza ridotta. SpaceX, con Starlink, è diventato il riferimento del settore per frequenza dei lanci e aggiornamento continuo della costellazione, costringendo i concorrenti a inseguire. Nei test Speedtest Intelligence su Viasat, l’Italia risulta tra i mercati extra Usa più rappresentati, segnale di una domanda interna significativa. La partita competitiva si gioca sempre di più sulla catena industriale dei lanci: accesso a vettori affidabili, costi per chilogrammo in orbita, capacità di sostituire rapidamente i satelliti. Chi controllerà questa filiera potrà offrire prezzi più bassi e maggiore qualità, con effetti anche sul back-up delle reti terrestri e sui servizi per mobilità e connettività aziendale.
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» Eutelsat, un miliardo per i satelliti OneWeb
Il gruppo Eutelsat ha ottenuto circa 1 miliardo di euro di finanziamenti in credito all’esportazione, coperti da garanzia statale francese, per la fornitura di nuovi satelliti in orbita bassa destinati alla costellazione OneWeb. Il pacchetto sosterrà un contratto con Airbus per la costruzione di 340 satelliti, subordinato anche a un’emissione obbligazionaria da parte di Eutelsat Communications.
L’operazione conferma la scommessa industriale sul modello LEO per servizi di connettività globale, complementari o alternativi alle reti terrestri in alcune aree. Per Eutelsat, che ha integrato OneWeb dopo una complessa fusione, il finanziamento è cruciale per completare la costellazione di nuova generazione e rafforzare il posizionamento in un mercato in cui la concorrenza di Starlink è già molto aggressiva, tanto su segmenti consumer quanto enterprise.
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» Digital Networks Act, Internet Society contro il “fair share”
Nel dibattito sul futuro Digital Networks Act (DNA) dell’Unione europea, la Internet Society torna a criticare le proposte “fair share” che chiedono ai grandi fornitori di contenuti e applicazioni di contribuire ai costi di rete degli operatori. Nel nuovo intervento l’organizzazione ribadisce che non esiste evidenza di un fallimento del mercato dell’interconnessione IP né di “free riding” sistemico da parte delle piattaforme.
Secondo Internet Society, gli studi di Berec mostrano mercati competitivi e una collaborazione già ampia fra carrier, content provider e cdn. Introdurre nel DNA meccanismi di cooperazione obbligatoria o cornici per futuri pagamenti rischia di diventare un costrutto regolatorio senza reale problema da risolvere, con effetti collaterali sulla neutralità delle reti e sulla frammentazione dell’internet globale. Internet Society avverte che una normativa sbilanciata potrebbe irrigidire gli incentivi agli investimenti e indebolire il modello aperto che ha permesso lo sviluppo delle attuali dorsali e piattaforme.
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» Wikimedia all’Onu: beni digitali pubblici e governance aperta
Progetti come Wikipedia e Wikidata sono infrastrutture informative da proteggere, costruite da comunità di volontari e rese disponibili come risorsa aperta per istruzione, innovazione e partecipazione civica. E’ il messaggio Wikimedia Foundation ha portato all’Assemblea generale delle Nazioni Unite in occasione del WSIS+20 (World Summit on the Information Society 20-Year Review). La visione della fondazione sul ruolo dei beni digitali pubblici nella governance di internet. L’organizzazione chiede che i futuri quadri normativi, nazionali e internazionali, tengano conto e sostengano in modo attivo queste piattaforme “community-led”. Con l’intervento del direttore Public Policy Jan Gerlach, Wikimedia sollecita gli Stati a difendere il modello multi-stakeholder emerso dal World Summit on the Information Society, in cui governi, società civile, settore privato e comunità tecniche condividono la responsabilità sulle regole della rete. “Dobbiamo assicurarci che coloro che guidano la governance digitale globale comprendano come funzionano e perché i beni comuni digitali sono essenziali per un ecosistema informativo online sano ed equo”, dice Gerlach.
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» Cloudflare sfida Agcom: il rischio dei blocchi “automatici”
Il ricorso annunciato da Cloudflare contro la multa da 14 milioni di euro decisa da Agcom riapre il caso Piracy Shield, la piattaforma antipirateria prevista dalla legge 93/2023. Secondo l’azienda statunitense, il sistema – che impone di attivare in pochi minuti blocchi automatici su domini e indirizzi IP – rischia di colpire servizi legittimi e creare “blocchi indiscriminati” su porzioni rilevanti della rete italiana.
Cloudflare contesta anche l’entità della sanzione, ritenuta sproporzionata rispetto al fatturato italiano, e teme un precedente in grado di scoraggiare la presenza di operatori internazionali. Dall’altra parte, i promotori della normativa rivendicano l’efficacia del sistema nel contrasto alla pirateria sportiva e alle IPTV illegali, citando decine di migliaia di domini disabilitati. Lo scontro, sempre più politico e diplomatico, tocca un nodo delicato: come bilanciare tutela del diritto d’autore, garanzie di giusto processo e integrità tecnica di internet.
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» Italo porta Starlink sui treni: test fino a 400 Mbps
Il gruppo ferroviario Italo – NTV ha siglato un accordo con il servizio satellitare Starlink per portare connettività via satellite sull’intera flotta ad alta velocità, una prima mondiale per un operatore di queste dimensioni. I test condotti su treni a 300 km/h hanno registrato velocità superiori a 400 Mbps e latenze intorno ai 25 millisecondi, con l’85% dei passeggeri coinvolti che si è detto pienamente soddisfatto. Il servizio sarà introdotto a partire dalla metà del 2026 e completato nel 2027, con l’obiettivo di superare le interruzioni tipiche delle tratte in galleria o nelle zone meno coperte dalle reti mobili. Per Starlink l’accordo rappresenta un importante caso d’uso nella mobilità, dopo le sperimentazioni in ambito marittimo e aereo; per Italo è una leva competitiva diretta sul comfort di bordo, in un mercato dell’alta velocità sempre più affollato e attento alla qualità dei servizi digitali.
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