Negli ultimi anni si è spesso detto che gli Internet Exchange Point stiano perdendo rilevanza: crescita più lenta, meno nuovi membri, traffico che si sposta verso interconnessioni private, caching in-network e alternative al peering pubblico. Questa percezione, tuttavia, si basa spesso su metriche semplificate e non coglie appieno come stia realmente evolvendo l’ecosistema dell’interconnessione.
Per capire meglio cosa stia accadendo, insieme a John Souter e con il supporto e i contributi di diversi esperti della comunità del peering e dell’interconnessione, abbiamo lavorato all’analisi intitolata Peering market at a glance. Uno studio che esplora come stiano evolvendo gli IXP nel mondo e perché le tendenze attuali vadano lette come una trasformazione, non come un declino.
I dati raccontano una storia diversa. Il traffico Internet globale continua a crescere in modo inarrestabile, ma il modo in cui le reti si interconnettono sta cambiando. I rallentamenti osservati nei grandi IXP maturi non sono un segnale di crisi: riflettono un cambiamento strutturale. Il traffico si concentra, le strategie di interconnessione diventano sempre più selettive e modelli come le PNI, il caching in-network e le architetture edge-oriented si affermano come complementari al peering pubblico, non come suoi sostituti.
L’analisi mostra come il successo e la sostenibilità degli IXP non possano essere misurati soltanto dal numero di membri o dai valori nominali di capacità.
La liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni, la domanda di contenuti locali, la scala demografica, gli ecosistemi dei data center e le politiche infrastrutturali nazionali restano i veri fattori determinanti. È per questo che i mercati emergenti continuano a mostrare una crescita sostenuta, mentre i principali hub storici evolvono verso piattaforme di interconnessione sempre più complesse, al servizio di una platea di attori molto più ampia.
Il valore futuro degli IXP si misurerà sempre meno in terabit al secondo e sempre più nella loro capacità di mantenere il traffico locale, supportare servizi critici, assorbire picchi di traffico estremi e abilitare applicazioni a latenza ultra-bassa.
In un contesto geopolitico e tecnologico sempre più instabile, il peering rimane un pilastro fondamentale della resilienza digitale, della sovranità dei dati e di un Internet autenticamente decentralizzato.
Siamo grati a Philip Smith, Gabriel Adonaylo, Kyle Spencer, Katsuyasu Toyama, Maurizio Goretti ed Ege Cem Kirci per il loro prezioso supporto.


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— Di Flavio Luciani, CTO di Namex